Quante tipologie di resina conosci?

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La scorsa settimana, abbiamo realizzato un focus sulla vetroresina, la sua forma e le sue proprietà. Inoltre, sempre in tale occasione, abbiamo anche svelato il processo attraverso il quale è possibile ricavare la vetroresina dalla resina. Quest’oggi però vogliamo entrare ancora più specificatamente nei dettagli, scoprendo insieme quante tipologie di resine conosciamo.

Le resine sono sostanze organiche naturali (ma esistono anche sintetiche) che, in forma grezza, sono solide o semi-solide a temperatura ambiente ma possono diventare fluenti quando riscaldate. Le resine naturali sono prodotte da piante, insetti o animali, mentre le resine sintetiche sono create attraverso processi chimici in laboratorio o in impianti industriali.

Le resine naturali includono, ad esempio, la resina di pino, la resina di sandalo, la resina di ambra (ricordate la zanzara trovata nell’ambra fossile di Jurassic Park?!) e la resina di copal. Queste resine sono state storicamente utilizzate in varie applicazioni, come vernici, incensi, adesivi e sigillanti.

Mentre le resine sintetiche, d’altra parte, sono prodotte da materie prime petrochimiche o da altre fonti naturali come il carbone o il gas naturale. Nel dettaglio, le resine sintetiche hanno una vasta gamma di applicazioni in settori come l’edilizia, l’automotive, l’elettronica, l’aerospaziale e molti altri.

Possono essere progettate per avere proprietà specifiche, come resistenza meccanica, resistenza chimica, trasparenza, flessibilità o rigidità. Ed è proprio grazie alla possibilità di sfruttare queste incredibili proprietà che abbiamo scelto la vetroresina per la realizzazione dei nostri pannelli per porte blindate.

Ad ogni tipologia di resina il suo impiego

La resina, o meglio, i suoi derivati, hanno trovato largo impiego anche in altri settore oltre a quelli già citati. È il caso dei cosiddetti balsami, utilizzati perlopiù nel settore farmaceutico o addirittura in quello cosmetico. Difatti, le resine sono utilizzate nei cosmetici principalmente per le loro proprietà di fissaggio, leganti, addensanti e per migliorare la consistenza dei prodotti.

Di seguito, riportiamo un piccolo schema per chiarire in che modo le resine vengono utilizzate nella realizzazione dei cosmetici:

  1. Leganti: Le resine possono essere utilizzate come leganti per aiutare gli ingredienti del cosmetico a aderire alla pelle o ai capelli. Questo è particolarmente utile in prodotti come gli smalti per unghie o i mascara.
  2. Addensanti: Le resine possono essere aggiunte per aumentare la viscosità o la consistenza di una formula cosmetica, garantendo che il prodotto si applichi in modo uniforme e aderisca bene alla pelle o ai capelli. Questo è importante in prodotti come gel per capelli, creme per il corpo e creme per il viso.
  3. Fissativi: Alcune resine, come la resina acrilica, vengono utilizzate come fissativi per mantenere il trucco o altri prodotti cosmetici intatti per un periodo più lungo.
  4. Rivestimenti protettivi: In alcuni casi, le resine vengono utilizzate per formare un rivestimento protettivo sulla pelle o sui capelli, aiutando a proteggerli dagli agenti atmosferici o dall’umidità. Questo è comune in prodotti come le lozioni solari o i prodotti per lo styling dei capelli che offrono anche protezione termica.
  5. Lucidanti: Alcune resine possono essere utilizzate per conferire un aspetto lucido o luminoso ai cosmetici, come lucidalabbra o ombretti.
  6. Profumazione: Alcune resine naturali, come la resina di benzoino o la resina di ambra, possono essere utilizzate nei profumi come note di base per conferire loro profondità e persistenza.
Resine nei cosmetici

Dai balsami alle oleoresine, scopriamo tutti i dettagli

Dopo aver osservato più da vicino i balsami derivati dalle resine, è il momento di conoscere anche le oleoresine utilizzate per la produzione di numerosi oggetti di uso quotidiano. Vengono lavorate in forma fluida per la realizzazione di solventi, adesivi e inchiostri.

Anche in questo caso, riportiamo di seguito, uno specchietto utile a comprendere meglio in che modo le oleoresine vengono utilizzate in questi settori:

  1. Solventi: Alcune oleoresine, come la resina di trementina, sono solubili in molti solventi organici comuni, come l‘etanolo, l’acetone o l’eteri. Queste soluzioni possono essere utilizzate come solventi in vari processi industriali, come la pulizia, la diluizione di vernici e lacche.
  2. Inchiostri: Le oleoresine vengono spesso utilizzate come leganti o additivi negli inchiostri per migliorarne le proprietà di adesione, la resistenza all’abrasione e la stabilità. Possono anche essere utilizzate per regolare la viscosità degli inchiostri e migliorarne la consistenza. Infine, le oleoresine possono essere presenti in inchiostri per stampa offset, serigrafica, flexografica e altre applicazioni.
  3. Vernici e rivestimenti: Le oleoresine vengono comunemente utilizzate come componenti di formulazioni di vernici e rivestimenti. Possono agire come leganti per aiutare gli altri ingredienti della vernice ad aderire alla superficie, migliorare la resistenza all’abrasione e fornire una finitura durevole e resistente.
  4. Adesivi: Le oleoresine possono essere utilizzate come componenti degli adesivi per migliorarne le proprietà di adesione e coesione. Possono essere utilizzate in una varietà di adesivi, come adesivi per etichette, adesivi per imballaggi flessibili e adesivi strutturali.

Conosci anche la gommoresina?

L’ultima tipologia di resina che andiamo ad analizzare più da vicino è la gommoresina utilizzata nel settore industriale per la produzione di materiali in gomma. Nel dettaglio, la resina può essere utilizzata come componente nella produzione di gomma sintetica o nella lavorazione della gomma naturale per migliorarne le prestazioni e le caratteristiche. Ecco come la resina può essere coinvolta nella produzione di gomma:

  1. Riempitivi e rinforzi: molti ignorano che la resina viene utilizzata anche come riempitivo o rinforzo nella produzione di gomma. Questo accade perché la resina può migliorare le proprietà meccaniche della gomma, come la resistenza all’usura, alla trazione e all’abrasione. Inoltre, la resina può anche contribuire a ridurre il costo del materiale finale.
  2. Agenti leganti: Alcune resine sono utilizzate come agenti leganti nella miscelazione di composti di gomma.
  3. Plastificanti: La resina può agire come plastificante nella produzione di gomma, rendendo il materiale più flessibile e migliorandone la lavorabilità durante il processo di formatura. I plastificanti possono anche influenzare la temperatura di transizione vetrosa della gomma, modificandone le proprietà a basse temperature.
  4. Modificatori di proprietà: Alcune resine vengono utilizzate come modificatori di proprietà per conferire caratteristiche specifiche alla gomma. Ad esempio, alcune resine possono essere utilizzate per migliorare la resistenza agli agenti atmosferici o agli agenti chimici della gomma.

Come utilizziamo la resina noi di Kronos

KRONOS® è un’azienda incredibilmente all’avanguardia e da tale ha deciso da tempo affidare alla vetroresina, l’arduo compito di rivestire i propri pannelli per porte blindate.

Difatti, la linea FORMS di KRONOS® rispecchia a pieno le proprietà e le caratteristiche principali della vetroresina. I pannelli per porte blindate KRONOS® sono forti e indeformabili, costruiti in tal modo, apposta per durare nel tempo.

Ricordiamo che ogni pannello è prodotto con un complesso processo che comprende verniciatura a polvere e finitura a mano. Da non tralasciare nemmeno il processo grazie al quale i nostri pannelli vengono fatti asciugare.

Non a caso, i pannelli della linea KRONOS vengono asciugati naturalmente all’aria aperta, piuttosto che ad alte temperature. In questo modo oltre a limitare l’uso massiccio di macchinari e forni, si cerca di tutelare anche l’ambiente.

I pannelli per porte blindate KRONOS possono essere usati per rifinire qualsiasi porta di ingresso. Date le loro eccezionali caratteristiche, questi pannelli di rivestimento per porta blindata sono particolarmente resistenti anche all’acqua e ai microrganismi. Inoltre, la loro installazione è suggerita soprattutto in zone molto piovose, in aree costiere o dove le atmosfere sono aggressive sia per ragioni naturali (ad esempio per presenza di salsedine), che antropiche (ad esempio a causa di impianti chimici nelle vicinanze).

Per conoscerli tutti clicca su questo link e scegli il tuo preferito!